Di professione, fa cose e vede gente. Non è una definizione che mira a demolirlo, è quello che dice di sé Paolo Zampolli, classe 1970, milanese doc anche se in città è difficile trovare qualcuno che si ricordi di lui. «Sono sempre stato bravo a mettere in contatto le persone e far accadere gli eventi», si descrive l’amico italiano di Donald Trump, trapiantato da trent’anni a New York. Vive a Gramercy Park. La sua casa è al centro di un quartiere-giardino privato e recintato nel cuore di Manhattan, tra Park Avenue e la First Avenue. Trentamila dollari al metro, al netto dei Canaletto e dei Picasso che l’imprenditore può permettersi di sfoggiare in salotto, ma anche in corridoio.
Figlio di Giovanni, industriale della Harbert Giocattoli, che in Usa esportava il “Dolce Forno”, regalo di Natale tipico per le bambine degli anni Ottanta, Paolo non si è laureato ma ha un triplo master nell’arte di arrangiarsi. Sedicente parente alla lontana di Papa Paolo VI- chi può smentire, ormai? -, Paolo Zampolli I, quando il padre è morto, per un po’ si è occupato degli affari di famiglia. Si è stufato presto dei balocchi di plastica però e quindi è emigrato per fondare un’agenzia di top model, la Id Model Management. Il lavoro lo sa fare bene. Uno dei risultati più tangibili di questo è l’essere il Cupido tra Donald e Melania (Knauss, da non sposata). Paolo ha presentato al futuro presidente quella che diventerà sua moglie, al tempo solo una modella. Zampolli la aveva a libro paga in agenzia e l’aveva convocata a una festa al Kit Kat Club, nel lontano 1998. Era nella Grande Mela da meno di cinque anni e già ne aveva mangiata metà.













