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20 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 13:15
Gli avvocati di Paolo Zampolli avevano diffidato Report dalla messa in onda della sua intervista, ma il servizio “La guerra di Epstein”, come da programma, è stato trasmesso domenica 19 aprile su RaiTre. Al centro la testimonianza di Amanda Ungaro, ex compagna dell’imprenditore vicinissimo a Trump e alla sua amministrazione. La modella brasiliana ha denunciato il rapporto tossico tra loro due, durato vent’anni e iniziato quando lei era ancora minorenne, e caratterizzato di violenze fisiche e psicologiche. Due i punti che sostiene Ungaro, e che mettono in relazione Epstein e la first lady: il primo, che a presentarla al presidente sia stato proprio il finanziere pedofilo e non Zampolli, come compare anche in una testimonianza rilasciata all’Fbi e presente nei “files”. Ma non c’è modo di capire né da chi provenga né se possa essere verificata. Poi parla dell’esistenza di un “patto” tra Melania e Zampolli, che ha portato l’imprenditore a fare ingresso nella cerchia ristretta del tycoon. Zampolli prende le distanze da tutte le accuse avanzate dall’ex, inclusa quella di fare uso di droghe. Vero è che, off the records, l’inviato speciale di Trump usa parole offensive per definire le donne brasiliane, dall’ex moglie fino a un’altra persona che – con altre parole – ha fatto intendere di avere frequentato. A questa puntata, come anticipato dalla trasmissione, ne seguirà un’altra in cui verranno approfonditi i rapporti tra Trump, Zampolli, Epstein e il potere. Intanto il servizio, su X, viene rilanciato da decine di account in lingua inglese: gli utenti evidenziano come dalle parole di Zampolli emerga un atteggiamento razzista, sessista e maschilista. Un profilo umano carico di ombre ma di indubbia vicinanza al presidente Usa e alla first lady.






