Benvenuti in Liguria, terra di basilico, pesto, scogliere sul mare e, da qualche tempo, di una tensione che si taglia col coltello (o meglio, con la paletta) sulle spiagge. Se pensavate che il problema principale dei liguri fosse decidere tra focaccia normale o con le cipolle, non avete fatto i conti con la direttiva Bolkestein e le gare per le concessioni balneari. Siamo a un passo dal 1° maggio, data che tradizionalmente dà il via ai tuffi e alla stagione balneare (la Capitaneria di Genova è la prima ad aver già pubblicato il suo documento), ma quest'anno sotto l'ombrellone il clima è più da thriller amministrativo che da relax. Le gare che tutti i Comuni hanno fatto o stanno per fare creano un clima di incertezza e nervosismo che non si è mai registrato nella storia dei posti di mare. Se volete capire davvero cosa sta succedendo in Liguria in queste settimane, immaginate una lunga fila di cabine color pastello affacciate sul mare e dietro, invece della classica calma, un bel po’ di agitazione amministrativa, ricorsi e telefonate tra avvocati. Il Reame dei Bagni Marini: i numeri Iniziamo dai dati, perché in Liguria lo spazio è poco e ogni metro di spiaggia vale oro. La regione è una sorta di "Tetris" balneare: ci sono poco meno di 800 stabilimenti balneari. Per densità e chilometri di costa, la Liguria è la campionessa d’Italia per quantità e giro d’affari. In tutto lo Stivale gli stabilimenti totali sono circa 7.500. In pratica la Liguria, pur essendo piccolina, si piazza nel podio nazionale insieme a Toscana ed Emilia-Romagna per numero di imprese. Significa che qui il mare non è solo vacanza: è un motore economico che dà lavoro a migliaia di stagionali e sostiene l'indotto di bar, ristoranti e hotel. E’ per questo che il tema delle gare, concessioni uscenti a parte, tocca così tanti interessi e provoca mal di pancia. Nei Comuni c’è chi corre e chi frena La situazione nei Comuni è a macchia di leopardo. Alcuni hanno rotto gli indugi da tempo spinti dalle sentenze del Tar e proceduto con gare e riorganizzazione. Altri sono ancora in ritardo e stanno correndo ai ripari con l’organizzazione delle gare che tutti dovranno fare entro fine anno, perché la stagione alle porte sarà in ogni caso l’ultima con le vecchie concessioni prorogate. In alcuni Comuni, come Borghetto Santo Spirito, le gare hanno già premiato praticamente tutti i concessionari uscenti (e questo ha già fatto irritare chi sognava una rivoluzione). In altri, come Spotorno, il problema è il Piano demaniale che il sindaco Mattia Fiorini ha varato per diminuire i bagni marini prima di metterli in gara (anche qui polemiche a non finire). In altri ancora come Pietra Ligure le buste sono state appena aperte e di aspiranti gestori, su una quarantina di bagni marini, se ne sono presentati 55. Il savonese è giocoforza in primo piano perché delle quattro liguri è la provincia più balneare in assoluto, con più stabilimenti e tradizione, quindi fa per forza notizia. Il dramma del bagnante “storico” E i bagnanti? In Liguria il cliente dei Bagni è una figura quasi mitologica. Spesso è lo stesso da 30 anni: ha lo stesso ombrellone, nella stessa fila, e il nipote del bagnino è cresciuto insieme a suo figlio. Molti clienti abituali non sanno se ritroveranno lo stesso gestore, qualcuno non sa nemmeno se i propri Bagni apriranno in tempo, per questo c’è chi aspetta a rinnovare l’abbonamento stagionale o ha già deciso di spostarsi in altri Bagni non dormendoci la notte per l’agitazione. Un delirio da gestire anche a livello di prezzi, di assegnazioni, di prime file, di rapporti umani, di convivenza con nuovi vicini d’ombrellone. La componente emotiva C’è anche l’aspetto emotivo: in Liguria i Bagni non sono solo un servizio, più una relazione personale. Il bagnino che ti tiene l’ombrellone “giusto”, il barista che sa cosa bevi, la cabina “di famiglia”. Il rischio percepito più o meno da tutti è di perdere tutto questo, non solo una sdraio, e quindi andare in tilt, smarrirsi. Magari vendere la seconda casa di Spotorno, come minacciano tanti proprietari del nord Italia di fronte alla rivoluzione del sindaco Fiorini. L’altro dramma: i gestori storiciPer molti concessionari, i gestori storici dei Bagni, la situazione è quasi esistenziale. Parliamo di famiglie che gestiscono lo stesso stabilimento da 30, 40, anche 50 anni. Che hanno investito capitali e vedono il rischio concreto di perdere tutto con una gara. Per loro il sentimento dominante è un mix di frustrazione (“ci trattano come abusivi”), agitazione economica e una certa rabbia verso lo Stato e la politica, che “da decenni promette ma non ha fatto nulla per risolvere la nostra situazione”. La prospettiva futura Insomma, a pochi giorni dal 1° maggio, l'atmosfera è surreale. E domande come "potrò confermare la mia cabina?" sui gruppi di WhatsApp si rincorrono ogni giorno da residenti e proprietari di seconde case, che magari si informano da Como, da Bergamo, da Biella o Vercelli. La paura dei rincari Un’altra domande dei bagnanti è: “Se subentra un nuovo gestore che ha pagato molto per vincere la gara, chi pagherà il conto?”. Senza contare il Fattore Umano: c'è il timore che il servizio perda quel tocco "familiare" ligure (magari un po' burbero, di quelli che alle 19 in punti avvisano con l’altoparlante di abbandonare la spiaggia, ma ormai familiare) per diventare una gestione standardizzata e magari più “fredda”. Albenga e la cura delle “spiagge libere” E’ stato pubblicato nella giornata di giovedì 23 il bando per la concessione degli stabilimenti balneari di Albenga. La gara riguarderà l’assegnazione delle concessioni demaniali marittime relative alla gestione dei 14 stabilimenti balneari del litorale ingauno. Elemento distintivo del bando predisposto dal Comune è l’impostazione che lega l’assegnazione delle concessioni private a interventi finalizzati a migliorare e valorizzare anche le spiagge libere, rendendole più fruibili e meglio attrezzate per cittadini e turisti. I contenuti del bando recepiscono gli indirizzi espressi dalla giunta comunale del sindaco Riccardo Tomatis che ha scelto di premiare in particolare i progetti orientati alla riqualificazione delle aree in concessione e quelli capaci di produrre ricadute positive sul territorio e sull’economia locale. “Tra i criteri di valutazione assumono rilievo gli interventi di manutenzione e miglioramento delle spiagge libere e delle aree pubbliche, anche esterne alle concessioni, con particolare attenzione a viabilità, parcheggi e infrastrutture come la passeggiata a mare e la passeggiata di Vadino – spiega il Comune – Saranno inoltre valutate positivamente la realizzazione di opere pubbliche e interventi di difesa costiera contro l’erosione marina, l’impegno a garantire per tutto l’anno decoro e pulizia non solo delle aree in concessione ma anche di spiagge libere e foci dei canali limitrofi, nonché l’installazione e manutenzione di docce, servizi igienici e spogliatoi su tratti di spiaggia libera”.
Gare, ricorsi, polemiche. Per i Bagni marini scatta la stagione delle incertezze. Cosa succede adesso
Il primo maggio inizia la stagione balneare in un clima surreale che alla vigilia dell’estate non c’è mai stato in Liguria tra dubbi, rabbia e nevrosi da prima…








