Genova – Ci siamo. Calendario alla mano i liguri sanno bene cosa sta per succedere: quel magico (e temuto) incastro di date che trasforma il 25 aprile e il 1° maggio in un unico lunghissimo respiro di vacanza. Che quest’anno, per il caro carburante e l’incertezza internazionale, dirotterà in Liguria ancora più turisti del solito. Il countdown verso il doppio ponte del 2026 ha un sapore diverso. È appunto un misto di aspettativa euforica da "tutto esaurito" a brivido lungo la schiena pensando ai restringimenti autostradali, agli incolonnamenti, all’incubo di code e parcheggi introvabili. Vacanza di prossimità: la nuova opzione A Non è un segreto: la crisi internazionale e l'instabilità nel Golfo stanno rimescolando le carte. Con i voli per l'estero tutti mediamente aumentati o a rischio per il caro carburanti, e l'incertezza che scoraggia i lunghi tragitti non solo verso il Medio Oriente, la Liguria è diventata l’opzione A per milioni di italiani residenti tra Piemonte, Lombardia, Emilia, Toscana e Valle d’Aosta. Benzina permettendo, i nostri “vicini” di casa preferiranno il rassicurante profumo della focaccia alle incognite di un gate aeroportuale. Lo dicono i tour operator, lo sperano ristoranti e alberghi, lo temono i residenti che ormai mal tollerano le invasioni, anche se mordi e fuggi, perché portano affari ma stravolgono la quiete dei piccoli borghi sul mare. I numeri I numeri parlano chiaro: negli ultimi anni, in questo periodo, la Liguria ha registrato mediamente oltre 1,5 milioni di arrivi, con punte che hanno sfiorato i 9,5 milioni di presenze a livello nazionale nel momento d'oro dei ponti di primavera. Per il 2026, i trend regionali indicano già un +7% di prenotazioni, segno che le nostre Riviere restano il porto sicuro preferito. E che Genova, città sempre più turistica, confermerà il ruolo che in questi ultimi anni si è via via ritagliata a livello anche internazionale, come provano gli arrivi in aumento anche dalla Francia e persino dalla Polonia come indicano le nuove tendenze.