È stata una stagione dall’andamento fluttuante, nel complesso in calo rispetto all’anno scorso, quella registrata negli stabilimenti balneari e nelle strutture turistico-ricettive del litorale laziale. Secondo Marzia Marzoli, presidente del Sib (Sindacato italiano balneari) l’allarme lanciato dall’Emilia Romagna sulla distesa di ombrelloni chiusi e lettini vuoti «è la radiografia della situazione». La rappresentante dei lavoratori, che gestisce il lido Tibidabo a Tarquinia, descrive una realtà a due velocità: «A giugno, da sempre il mese con l’affluenza più bassa, le presenze sono aumentate del 2o per cento grazie al clima favorevole. A luglio invece, periodo di altissima stagione, si è lavorato poco, in media il 20 per cento in meno, mentre ad agosto nonostante la sensazione da tutto esaurito c’è stata una contrazione dei consumi che ha comportato perdite intorno al 10 per cento».
Litorale laziale, l’estate sta finendo: non bene. Al mare vacanze brevi e incassi crollati
A luglio e agosto consumi in picchiata e presenze in calo del 20 per cento. «È un turismo mordi e fuggi e gli stranieri non spendono», commenta la presidente del Sindacato italiano balneari Marzia Marzoli







