Poco più di un mese prima dell’avvio della stagione balneare, i lidi di Ostia si presentano svuotati, danneggiati e in alcuni casi distrutti. Il cosiddetto «mare di Roma» fatica a riconoscersi, stretto tra erosione costiera, contenziosi amministrativi e una transizione gestionale che procede lentamente. In attesa della pronuncia del Tar del Lazio, che dovrebbe arrivare il 12 maggio, il Campidoglio ha avviato ormai da mesi una complessa operazione di ripristino dei luoghi attraverso «avvisi di sgombero» entro il 31 marzo. Coinvolti 14 stabilimenti storici del litorale - tra cui Urbinati, Marechiaro, El Miramar, Il Delfino, Belsito, La Vecchia Pineta, Orsa Maggiore, La Bicocca, La Spiaggia, La Vela, Miami, La Capannina, Il Corsaro e il Circolo Nauticlub Castelfusano - oltre a quattro attività di ristorazione: Edonè, Lido, Kelly’s ed El Miramar. Concessioni, queste, che il Comune ha riassegnato tramite avviso pubblico. Dodici, invece, i lotti che hanno confermato la gestione precedente. Unica eccezione Bagni Vittoria, rimasto senza offerte e in attesa di nuovo bando.

Una fase di «sgomberi» che si estenderà - hanno più volte riferito dal Comune - ad altre 25 concessioni di nuova assegnazione, portando a 43 i lotti complessivamente interessati. Una transizione molto complessa, con l’obiettivo di aprire i lidi per l’imminente stagione balneare. Ma non finisce qui. Se per le spiagge attrezzate sembrano non esserci problemi, grazie ai rinnovi di gestione di sei spiagge libere attrezzate (dai lotti 4 al 9, dalla spiaggia rosa alla spiaggia bianca, passando per quelle verde, gialla, grigia e Spqr) guardando alcuni tratti di litorale, però, si assiste a una serie di cantieri e rifiuti ovunque. È il caso degli ex stabilimenti Village e Anema e Core, recentemente demoliti, dove oggi si presentano cumuli di rifiuti a ogni angolo che a quanto pare, fanno sapere da Ama e dal Campidoglio, verranno «al più presto rimossi». Ma i problemi non finiscono qui.