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Domenica il tennista italiano Jannik Sinner ha battuto il suo rivale, lo spagnolo Carlos Alcaraz, nella finale del torneo Masters 1000 di Monte Carlo, ed è così tornato al primo posto nella classifica mondiale. È stata, come spesso capita quando si incontrano loro due, una partita equilibrata, ed è stato un nuovo capitolo di una rivalità che già ora è tra le più intense e spettacolari nella storia del tennis, oltre che molto bilanciata.
Prima della finale di Monte Carlo, infatti, Sinner e Alcaraz si erano già incontrati 16 volte in partite di alto livello e – secondo una statistica spesso citata, tanto sorprendente quanto esemplificativa – su 3.302 punti giocati ne avevano vinti 1.651 a testa, cioè esattamente la metà. Prima della finale di domenica Sinner e Alcaraz avevano vinto lo stesso numero di titoli in carriera (26) ed erano rimasti per lo stesso periodo di tempo (66 settimane complessive) al primo posto della classifica mondiale, dove ormai da tempo ci sono loro due, e poi – con parecchi punti in meno – tutti gli altri.
Una rappresentazione efficace, anche se dalla grafica non proprio eccellente, del testa-a-testa tra Sinner e Alcaraz
Per qualità, intensità, costanza e varietà di colpi Sinner e Alcaraz sembrano spesso giocare un tennis diverso – migliore, più avanzato e più efficace – rispetto al resto dei loro colleghi. Dopo la vittoria a Monte Carlo, Sinner è in testa alla classifica mondiale dei migliori tennisti con 13.350 punti, seguito da Alcaraz con 12.910; il terzo classificato, il tedesco Alexander Zverev, è a 5.105 punti.













