Il mattino ha l’oro in bocca, ha il caffè e, sorpresa, ha la calma. Gli italiani non perderebbero per niente al mondo la possibilità di risvegliare fisico e spirito con la magica bevanda. Succede però che alla funzione di stimolare e tonificare si vuole aggiungere quella di rendere sereno e piacevole il primo incontro con il nuovo giorno. Va bene essere lucidi e pronti ad agire, ma facciamoci anche un po’ di coccole, prima di buttarci nella mischia. In un mondo sempre più convulso, con ritmi che a volte ci tolgono il fiato, iniziare bene ha un’importanza crescente.

Se n’è appena occupato il team di AstraRicerche, per conto di Unione Italiana Food, intervistando diversi consumatori e scoprendo una nuova tendenza, che è stata definita slow breakfast. Al rito del caffè se ne sovrappone uno amplificato, dilatato, soprattutto rallentato. Alziamoci dal letto e concediamoci la calma per un po’, poi cominceremo a correre. Impossibile non pensare alle battute dei film del Neorealismo, e al detto popolare delle tre “c”: il caffè deve essere carico, caldo e comodo. Molti lo bevono di corsa, in piedi, al bar.

E no, non va bene, c’è una new wave montante che difende il diritto alla lentezza nella prima colazione, e già che ci siamo adocchia le nuove offerte allettanti e sempre più diffuse, come gli specialty coffee, miscele o monorigine, comunque prodotti di nicchia che invitano ad assaporare con attenzione e capire quale sfumatura di aroma si addice di più al proprio gusto o all’umore del momento.