La prima colazione ora si fa al ristorante. O nell’hotel di lusso (anche se la notte si è dormito a casa). Il primo pasto della giornata è sempre più importante per gli italiani e può diventare un momento speciale, in cui ci si cerca una coccola culinaria in più. Anche grazie alle proposte studiate ad hoc dai ristoranti (la vera novità rispetto agli alberghi, che hanno più “semplicemente” aperto le porte alla clientela esterna), la velocità del rito “cappuccino e brioche” al bar sotto casa si può trasformare in un’occasione di convivialità più intima e rilassante, lontana dalle abitudini dei tradizionali appuntamenti a pranzo e cena, in una ricerca di benessere che va oltre la dolcezza della classica pasticceria, cercando offerte ibride che spaziano tra una raffinata tradizione e uno sprint salato dal gusto innovativo e internazionale.

La colazione “fuori casa” insomma si è trasformata da momento frugale e occasionale a vera e propria esperienza di consumo strutturata per food lovers ma non solo. Così sempre più ristoratori colgono l’occasione per differenziare l’offerta e ampliano l’orario di apertura per fare spazio a proposte mattutine gourmet o salutiste.

L’Ora Etica di Horto

«La nostra proposta di colazione ha debuttato a febbraio e siamo molto soddisfatti dei risultati che stiamo ottenendo - racconta Diego Panizza, co-fondatore con Osvaldo Bosetti di Horto a Milano -. Su un fatturato di 3,48 milioni di euro con un Mol del 7,5%, la colazione vale per ora una quota dell’8,5% su un obiettivo del 10% che contiamo di raggiungere presto». Lo scontrino medio è di 35 euro, il percorso completo dolce e salato (bevanda, croissant, frutta, uova, acqua e caffè, ndr) costa 50 euro. «Ora lo proponiamo anche come possibile voucher regalo e sta andando bene. Come funziona molto l’offerta per i clienti business, che durante la settimana copre il 70% dei coperti, ben più del 46% del ristorante. Ma la formula ha successo anche tra la clientela privata italiana, che nel weekend è molto più presente degli stranieri: la proporzione è circa due terzi/un terzo, un dato significativo perché a pranzo e a cena la clientela si divide circa a metà», continua Panizza.