Una piazza semivuota alle 7:00 del mattino, un invito eccentrico rimbalzato sui social e la promessa di uno scambio inusuale. Milano ha inaugurato l’edizione 2026 della Design Week con un’iniziativa che mescola la performance artistica al rito del baratto. In cabina di regia l’artista provocatore per eccellenza, Maurizio Cattelan, in tandem con Nicolas Ballario, sostenuti dall’organizzazione di Living, Studio Cucù e Lavazza. Come documentato in queste ore dai video e dalle fotografie apparsi su Instagram, le regole del raduno, svoltosi il 20 aprile all’ombra del Duomo, erano poche e chiare: “Porta con te un oggetto che sia strano, buffo, bello, brutto, originale, banale. Come ti pare. L’importante è che tu possa tenerlo tra le mani”. Lo scopo finale? Innescare uno scambio alla cieca tra i presenti.

Le reazioni all’appello non si sono fatte attendere, portando in piazza un variegato campionario di oggetti. Il pensiero dei partecipanti è volato inevitabilmente a “Comedian” (l’opera di Cattelan del 2019 che fissava una vera banana al muro con lo scotch, venduta all’asta per oltre 6 milioni di dollari). Come raccontato anche dal settimanale “Oggi“, diversi i richiami ironici a quell’episodio: tra i presenti, una ragazza esibiva un “banane case”, mentre un’altra partecipante, Vittoria, ha proposto un tapiro decorato con una banana, legati assieme da del nastro adesivo. Nel cuore della folla, Maurizio Cattelan si è prestato al ruolo di anfitrione dispettoso, rifiutandosi a tratti di assecondare le richieste dei presenti e aggirandosi con un timbro riportante la scritta “White trash”. Con fare teatrale, l’artista ha marchiato le braccia e, su richiesta dei presenti trasformatisi in una sorta di set vampiresco, anche i colli di chi gli si avvicinava.