Comincia la Settimana del design, e martedì 21 apre il Salone del mobile. Un mare magnum di appuntamenti, novità, presentazioni, personaggi dove è facile smarrirsi. Proviamo a dare una bussola intervistando sull’argomento il decano del design milanese e talent scout Giulio Cappellini, e una giovane emergente come Federica Biasi. In un anno di guerre, la Settimana del design può essere anche un’oasi di pace, considerata l’alta vocazione internazionale dell’appuntamento? GIULIO CAPPELLINI: «Stiamo vivendo un momento buio ed è per questo motivo che mai come ora il design deve assolvere al proprio compito: creare oggetti utili e belli ma soprattutto far sorridere e sognare le persone. Quindi il design deve guardare al futuro e dare benessere al di là di lotte politiche. Il confronto internazionale della Settimana del design dimostra proprio questa vocazione».

Giulio Cappellini: Settecento misteriosa seduzione

di Cristiana Campanini

22 Aprile 2025

FEDERICA BIASI: «La Settimana del design può rappresentare un’importante occasione per superare i confini geografici e culturali, come accade in altri grandi eventi globali, dalle Fashion week alle Biennali fino alle Olimpiadi; queste manifestazioni favoriscono l’incontro tra persone, idee e sensibilità diverse. Arte e cultura non conoscono confini; lo sport, invece, li attraversa e li ridefinisce, trasformandoli in occasione di confronto».