Vino e marmo: uno si degusta, l’altro si ammira. Due elementi apparentemente lontani e distinti, che dialogano sul filo del design in occasione del Salone del Mobile Milano 2026. «Pur appartenendo a mondi diversi, vino e marmo condividono una stessa origine profonda: il territorio; entrambi sono il risultato di un processo che unisce natura e intervento umano, tempo e cura» dichiara Laura Gatti, vicepresidente del Consorzio Franciacorta, presentando Franciacorta Studio in collaborazione con Luce di Carrara, azienda della provincia di Lucca – parte del gruppo Henraux – specializzata nella lavorazione del marmo. «Nel progetto raccontiamo questa affinità tra vino e marmo: una materia che evolve senza essere forzata, esprimendo forma, identità e carattere in modo autentico».

Ospitato nello showroom milanese Slowear, il progetto pensato come una piattaforma di ricerca e sperimentazione, mette in dialogo materia, cultura e identità del territorio articolandosi in due dimensioni complementari.

«Da un lato, il percorso espositivo è un’esperienza immersiva che accompagna il visitatore alla scoperta del territorio della Franciacorta attraverso le sue fasi di trasformazione: dalla terra all’uomo, fino alla materia lavorata – spiega Gatti – un racconto sensoriale arricchito dalle superfici in marmo di Luce di Carrara, installazioni e scenografie evocative».