VENEZIA - No al gas russo, nonostante le richieste prima di Eni e poi di Confindustria, in campo ieri, su questo, col suo presidente Emanuele Orsini. Sì al nucleare di nuova generazione. Da definire dove sorgerà il deposito di stoccaggio e riciclo delle materie prime critiche (terre rare e minerali preziosi) previsto a Nordest: le ipotesi sono Verona e Porto Marghera.

Sono i temi economici emersi ieri a Mestre, dove Fratelli d'Italia organizza il meeting "Creatori di ricchezza, sosteniamo chi fa grande l'Italia". Per l'occasione sono arrivati ministri, eurodeputati, parlamentari, assessori e consiglieri regionali, consiglieri comunali, dirigenti di partito, candidati alle prossime comunali del 24-25 maggio. Ospiti, in platea, imprenditori, esponenti delle associazioni di categoria, manager, dirigenti d'impresa. Una sorta di Atreju del Veneto.

Dopo i saluti istituzionali, il panel di apertura, moderato dal direttore del Gazzettino Roberto Papetti, ha visto gli interventi di Gianmarco Mazzi, neo ministro al Turismo, Galeazzo Bignami, capogruppo dei meloniani alla Camera, Giovanni Donzelli, responsabile dell'organizzazione del partito, Francesco Filini, capo del programma.

«Eni e Confindustria, con il suo presidente Orsini, chiedono di riprendere il gas russo. Il governo che ne pensa?», la domanda di Papetti. La risposta è una chiusura. «Non è la strada migliore ha risposto Bignami Non dimentichiamo che l'Ucraina difende la propria patria e la condotta corre anche su quel territorio. Per questo non è una scelta esclusiva del governo italiana, ma va presa dentro un contesto».