La crisi del petrolio scaricata dalla chiusura di Hormuz è senza precedenti: con il blocco dello Stretto la fornitura di carburanti rischia di bloccarsi. Nel 2026, le riserve petrolifere mondiali sono stimate tra 1,5 e 1,6 trilioni di barili. Si tratta di una quantità enorme, ma distribuita in modo molto concentrato: pochi Paesi controllano la maggior parte del petrolio globale e influenzano direttamente il mercato energetico. Ecco la classifica aggiornata al 2026.

Oltre il 60% delle riserve mondiali si trova in una manciata di Stati, molti dei quali fanno parte dell’OPEC. Tuttavia, è importante distinguere tra quantità di petrolio disponibile e capacità di produzione reale. A incidere sono fattori come: stabilità politica, infrastrutture, tecnologie di estrazione, investimenti nel settore energetico.

Il Venezuela è il Paese con più petrolio al mondo nel 2026, con circa 303,8 miliardi di barili, pari a circa il 17% delle riserve globali.

Gran parte del greggio si trova nella fascia dell’Orinoco, caratterizzata da petrolio extra-pesante, difficile e costoso da estrarre. Nonostante l’enorme disponibilità, la produzione resta limitata a causa di crisi economica, sanzioni e infrastrutture obsolete.