Diciamoci la verità: l’attacco personale è il primo favore politico che Donald Trump fa a Giorgia Meloni da quando è arrivato alla Casa Bianca. Per quasi un anno e mezzo, la presidente del Consiglio ha dovuto difendersi dall’accusa di essere subalterna all’uomo che prima ha messo a repentaglio le nostre esportazioni con i dazi, poi ha maltrattato gli alleati storici, ha minacciato l’indipendenza della Groenlandia e, infine, ha trascinato il mondo sull’orlo della peggior crisi energetica dagli anni Settanta. La prospettiva di una rottura con l’America, però, non è una buona notizia.
Il giorno dopo l’attacco di Donald Trump, Giorgia Meloni si sveglia con la piacevole sensazione di essere di nuovo pienamente sintonizzata con l’opinione pubblica italiana.
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All’indomani dell’attacco contro il premier Giorgia Meloni, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, non ha mostrato alcuna intenzione di fare dietrofront. Durante un’intervista rilasciata a Fox Business per commentare gli sviluppi sul fronte mediorientale, ha lanciato nuove stoccate, sentenziando che Meloni «è stata negativa».
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