«Indipendenza, equilibrio ed imparzialità». Sono i parametri sulla base dei quali l’ex giudice catanese Iolanda Apostolico - dimessasi alla fine del 2024 - è stata ieri valutata positivamente, con conseguente aumento retroattivo dello stipendio, dal Consiglio superiore della magistratura. Una decisione che ha avuto l’effetto in un colpo solo di mettere a nudo le contraddizioni nel sistema di valutazione delle toghe. Apostolico era balzata agli onori delle cronache nell’autunno 2023, quando aveva disapplicato alcune norme del «decreto Cutro», fortemente voluto dal governo, non convalidando il trattenimento di diversi tunisini irregolari. Il provvedimento aveva immediatamente sollevato un’ondata di polemiche. A gettare poi ulteriore benzina sul fuoco era stata, sempre in quei giorni, la diffusione di un video del 2018, divenuto immediatamente virale, che la ritraeva al porto di Catania durante una manifestazione dei centri sociali per lo sbarco dei migranti dalla nave Diciotti, in aperta contestazione della linea dell’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini. Come se ciò non fosse sufficiente, la magistrata aveva anche condiviso sui propri canali social dei commenti beceri nei confronti dello stesso Salvini. Inevitabile la domanda: può un giudice esporsi pubblicamente su un tema così divisivo e poi pronunciarsi su quella stessa materia senza che sorgano dubbi? Il Csm, nei fatti, ha risposto di sì.