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13 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 15:43
Voleva “togliersi di mezzo” l’intera magistratura, definita un “plotone di esecuzione“. Ma ora, in una sorta di contrappasso, Giusi Bartolozzi tornerà a fare il giudice proprio a causa di quell’uscita sui colleghi che le è costata il posto. L’ex capo gabinetto del ministero della Giustizia, magistrata fuori ruolo dal 2018, ha infatti chiesto di rientrare nell’ordine giudiziario dopo quattro anni da deputata e quasi altrettanti da ministra-ombra al fianco del Guardasigilli Carlo Nordio, prima di essere costretta a dimettersi nel repulisti di governo post-referendario. Nei giorni scorsi l’istanza dell’ex “zarina” di via Arenula è arrivata alla Terza Commissione del Consiglio superiore della magistratura, che potrebbe approvarla già lunedì pomeriggio, rimettendo la pratica al plenum (l’organo al completo) per la ratifica finale. Essendo stata eletta in Sicilia e non a Roma, Bartolozzi potrà tornare nella funzione svolta prima di entrare alla Camera, quella – in realtà non particolarmente ambita – di giudice distrettuale della Corte d’Appello della Capitale: una figura di magistrato “tappabuchi” che può essere assegnato a tutti i tribunali del Lazio in base alle esigenze di organico (nel 2017 ad esempio era gip a Civitavecchia, e, come ha raccontato il Corriere, si fece bacchettare dal Riesame per un’ordinanza scritta facendo copia/incolla della richiesta del pm).







