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Ultimo aggiornamento: 13:16

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Giusi Bartolozzi è ufficialmente di nuovo una giudice della Corte d’Appello di Roma. Approvando all’unanimità la proposta della Terza Commissione, il Consiglio superiore della magistratura ha sancito il ricollocamento in toga dell’ex capo di gabinetto del ministero della Giustizia, costretta a dimettersi nelle “purghe” post-referendarie dopo aver definito i magistrati un “plotone di esecuzione”. Bartolozzi stessa infatti è un magistrato, fuori ruolo dal 2018 prima come deputata e poi come dirigente di via Arenula: essendo stata eletta in Sicilia e non nel Lazio, potrà tornare all’ultima funzione svolta, quella di giudice distrettuale, una figura “tappabuchi” che può essere assegnata a tutti i tribunali del distretto della Capitale (Latina, Rieti, Viterbo, Frosinone, Tivoli, Velletri e Civitavecchia) in base alle esigenze di organico. Quasi certamente si tratterà di un “parcheggio” di pochi mesi: secondo voci insistenti, il ministro Carlo Nordio ha già pronto per la sua ex “zarina” un incarico da magistrato di collegamento nel Regno Unito. Il rientro formale in toga a Roma, però, consentirà a Bartolozzi di ottenere lo spostamento a Perugia – sede competente sui reati commessi da magistrati in servizio nel Lazio – del processo che la vede imputata per false informazioni ai pm sul caso Almasri.