Era il 1995. Chi c'era ricorda bene: i primi Pentium, la pubblicità di Windows 95 che martellava in TV, monitor enormi, la PlayStation che promette meraviglie ma nel mondo PC arriva Screamer. Un gioco di corse fatto a Milano da un gruppo di ragazzi che si facevano chiamare Graffiti e che avevano avuto l'ardire di guardare Ridge Racer negli occhi e dire: lo facciamo anche noi. Ed arrivava su PC PC, dove le schede 3D erano ancora un’idea futuristica, l'accelerazione hardware un concetto più teorico che pratico e i giochi di corse pensati soprattutto in chiave simulativa.

Screamer era veloce, colorato, arcade nel senso più puro del termine: quello in cui non serve sapere cos'è un differenziale, basta sapere dove sta la curva e quanto si è disposti a rischiare per non togliere il piede dall'acceleratore. Era anche, a modo suo, un piccolo miracolo dell'industria italiana. Poi sono passati trent'anni. Graffiti è diventata Milestone, una delle realtà più solide del panorama videoludico nazionale: MotoGP, RIDE, Hot Wheels Unleashed. Una reputazione costruita sulla competenza tecnica e sulle licenze ufficiali. E poi, ai Game Awards del 2024, il colpo di scena: l'annuncio di un nuovo Screamer. Come un vecchio amico che non si sentiva da decenni e che si presenta alla porta con un taglio di capelli completamente diverso e la stessa voglia di fare casino.