Lo scontro senza precedenti tra il presidente Trump e Leone XIV ha una genesi precisa, che va ricercata già nei giorni del conclave. Nel maggio scorso, prima dell’elezione del cardinale americano Robert Prevost, Trump aveva pubblicato sui social un’immagine insolita e provocatoria, generata dall’intelligenza artificiale: lo ritraeva con una tiara, vestito da Papa, con un dito alzato — tutt’altro che benedicente — e il volto corrucciato. Un’immagine che evocava quasi la figura dello Zio Sam dei manifesti di arruolamento, come a voler lanciare un avvertimento. In Vaticano fu liquidata come una battuta di cattivo gusto, sorprendente soprattutto da parte di un leader politico di primo piano. I cardinali accolsero l’episodio con disagio, anche perché erano ancora vive le polemiche legate alle accuse di antiamericanismo rivolte al pontefice argentino appena scomparso.

L’attacco si è però intensificato nelle ultime ore, con una nuova immagine — ancora più controversa — che raffigura Trump nei panni di Gesù Cristo intento a far miracoli. Una iniziativa che ha suscitato un’ondata di indignazione, anche per il contenuto delle dichiarazioni che lo accompagnavano: accuse dirette al Papa di non comprendere la sua linea sul nucleare iraniano, fino a definirlo un perdente e un ingrato.