Dalle prove di dialogo alla rottura di oggi: il confronto a distanza tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo Papa americano Leone XIV, prende forma all'indomani dell'elezione di Robert Francis Prevost a successore di Bergoglio l'8 maggio dello scorso anno.
Il 9 maggio 2025 la Casa Bianca assicura che non esiste "alcun rancore" tra Trump e il Pontefice, nonostante precedenti post critici dell'allora cardinale nei confronti del presidente e del vicepresidente J.D. Vance, sottolineando anzi l'orgoglio per un Papa americano. Pochi giorni dopo, il 12 maggio, è lo stesso Trump ad alimentare le polemiche suggerendo, con un post sul social Truth, di aver avuto un ruolo nell'elezione di Leone, rivendicando anche il peso del voto cattolico negli Stati Uniti.
Il 19 maggio arriva però un segnale distensivo sul piano istituzionale: il presidente invita ufficialmente il Papa alla Casa Bianca, con una lettera consegnata dal vicepresidente. Dopo mesi di relativo silenzio, l'8 ottobre il Pontefice interviene sul tema migratorio, relativo al confine tra Messico e Stati Uniti, affermando che la Chiesa "non può rimanere in silenzio" di fronte alle ingiustizie. Il riferimento è alle politiche di deportazione annunciate da Trump.














