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17 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 9:27
Si aggiunge un altro tassello al mosaico degli attacchi del presidente Usa Donald Trump a Papa Leone, iniziati a poche ore dalla veglia promossa dal pontefice per la pace – contro il “delirio di onnipotenza” dei governanti a cui spetta la “responsabilità” della fine delle guerre. Dopo averlo giudicato “debole contro la criminalità e pessimo in politica estera” ricordando al pontefice il presunto numero di morti causati dal regime iraniano, mentre il vice JD Vance lo ha contestato addirittura in ambito teologico, ora l’amministrazione americana ha annullato un contratto da undici milioni di dollari con Catholic Charities per offrire alloggio e assistenza ai bambini migranti entrati negli Stati Uniti da soli, ponendo fine a un rapporto di oltre mezzo secolo tra la Chiesa cattolica e il governo statunitense, nato con l’arrivo dei primi esuli cubani nel sud della Florida. Questo strappo arriva in un contesto di crescenti tensioni tra l’amministrazione e i cattolici americani, a causa delle dure critiche del presidente Trump al primo papa americano del Vaticano. Il pontefice ha più volte criticato la guerra all’Iran e all’immigrazione illegale. L’Office of Refugee Resettlement, che fa parte del Dipartimento federale della Salute, ha pagato per anni Catholic Charities a Miami per ospitare bambini immigrati entrati negli Stati Uniti senza genitori o supervisione adulta. L’organizzazione non profit gestisce un sistema equivalente a un affido familiare finanziato a livello federale, separato dalle agenzie statali che hanno la custodia di minori abusati o trascurati. Il governo federale ha contattato l’organizzazione alla fine di marzo riguardo alla cancellazione dei finanziamenti. “Il governo degli Stati Uniti ha deciso improvvisamente di porre fine a oltre 60 anni di rapporto con Catholic Charities nell’arcidiocesi di Miami”, ha scritto l’arcivescovo Thomas Wenski.
















