Il “game of Chicken” Usa-Iran, “il gioco del pollo” attivato da Trump con il blocco navale rischiando di favorire Teheran, più propenso a soffrire, a resistere a tutto, per l'economista Nouriel Roubini. Come se dal nuovo test sulla “soglia del dolore”, i Pasdaran hanno meno da perdere di Trump, frustrato com'è da quelle pressioni sui prezzi del diesel e della benzina che possono costargli un esito amaro alle elezioni di Midterm di novembre.
Eppure qualcosa è cambiato, nelle ultime ore anche su questo fronte. Tra nuove minacce all’Iran e affondi contro il Papa, non è sfuggita agli osservatori più attenti sul mercato l’ultima uscita di Donald sui prezzi del petrolio. Mentre si trovava domenica a Miami per il fine settimana, e mentre in Italia era già notte inoltrata, intervistato da Fox News nel corso del programma “Sunday Morning Futures With Maria Bartiromo” il presidente Usa si è lasciato andare spingendosi ad ammettere qualcosa che non aveva mai fatto prima.
A poche ore dall’annuncio della minaccia del blocco navale, che chiude il mare anche al traffico da e per l’Iran, viene naturale a Bartimoro chiedergli come vede gli scenari sui prezzi di petrolio e gas. «Il blocco navale nello Stretto, la pressione degli Stati Uniti, sarà sufficiente a far scendere i prezzi del petrolio e dei carburanti?», è la domanda. «No, potrebbe non succedere subito, ma succederà. Andranno giù quando tutto questo sarà finito», se la cava Trump in un primo momento.











