Nonostante sul campo le vittorie continuino a moltiplicarsi e l’Iran «sarà colpito in modo molto forte» in regioni che non sono ancora state prese di mira, all’interno degli Stati Uniti Donald Trump deve fare attenzione: la guerra è poco amata dai cittadini americani e il costo della benzina continua a salire, molti analisti temono che possa arrivare a 4 dollari il gallone, rischiando di mettere in crisi una delle promesse fatte dal presidente ai suoi elettori: il carburante sotto i 3 dollari.

C’è poi la questione dei fertilizzanti: se il petrolio che passa dallo Stretto di Hormuz non interessa a Washington, visto che da anni riesce a essere indipendente e a esportarlo, i Paesi del Golfo sono i principali produttori di azoto, che serve per fertilizzare i campi. E sembra che gli agricoltori del Midwest rischino di non riuscire a coltivare il mais nella stagione di piantumazione che sta per iniziare.

Un problema per il presidente americano, che secondo alcune fonti starebbe valutando di ampliare l’intervento contro Teheran, con la possibilità di mandare militari americani sul suolo iraniano. «Sono seriamente presi in considerazione, per una completa distruzione e una morte certa, a causa del cattivo comportamento dell’Iran, aree e gruppi di persone che fino a questo momento non erano stati considerati come possibili obiettivi», ha scritto ieri alle 6 del mattino su Truth Social, dando l’impressione che voglia ampliare la guerra e prendere di mira nuovi obiettivi.