Non c'è un movente chiaro, non c'è certezza sull'arma del delitto e le telecamere nascoste sull'ambulanza, che potevano riprendere un assassinio in diretta, quel giorno si erano guastate.
Ma sono diversi e concordanti gli indizi messi in fila dagli investigatori che hanno portato la giudice Ilaria Rosati ad accogliere la richiesta di custodia in carcere avanzata dalla Procura di Forlì e ad attribuire a Luca Spada, 27 anni di Meldola, ormai ex autista soccorritore della Croce Rossa, almeno uno dei sei omicidi al momento contestati.
Quello di Deanna Mambelli, 85enne morta nel pomeriggio del 25 novembre, all'ospedale forlivese. La donna, poco prima, era stata trasportata su un mezzo di emergenza, diretta ad una clinica privata per fare riabilitazione dopo un intervento chirurgico, e nel viaggio era rimasta sola con Spada. Lui aveva chiesto a una collega di guidare, dicendo che aveva male a un piede. A quel punto, attraverso un catetere venoso, le avrebbe iniettato nel corpo aria.
L'autopsia ne ha evidenziato una quantità abnorme. Forse lo ha fatto con una siringa, che però sembra essere finita nella spazzatura. E se non c'è la premeditazione, secondo la gip, è però rilevante il comportamento successivo di Spada, che, sospettando di essere controllato, si mise a cercare le telecamere e chiese a più riprese informazioni sulla morte della paziente.














