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15 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 12:49
Un’escalation di messaggi minatori alla compagna di Luca Spada – il 27enne autista e operatore della Croce Rossa arrestato sabato con l’accusa di omicidio volontario aggravato – arrivati dopo le intercettazioni all’uomo che hanno messo in luce non solo il piacere che provava nell’uccidere gli anziani in ambulanza ma anche il disprezzo per le sue vittime. “Farò la stessa cosa che avete fatto voi a tuo figlio“: è questo il tenore di uno dei tanti messaggi ricevuti dalla donna, 22 anni. Per tutelarsi la giovane ha deciso di affidarsi a un legale, l’avvocato Daniele Mezzacapo: “La compagna del signor Spada – ha detto il legale – del tutto estranea alla vicenda giudiziaria, è stata fatta oggetto di una grave escalation di atti intimidatori, consistiti in messaggi minatori e telefonate presso la propria attività lavorativa, con minacce esplicite rivolte sia alla sua persona, sia al figlio minore, di appena un anno d’età”. Una situazione “intollerabile sotto il profilo umano” come l’ha definita l’avvocato Mezzacapo. Secondo il legale queste minacce sono rilevanti anche sul piano giuridico perché “appaiono idonee a integrare, a seconda dei casi, fattispecie penalmente rilevanti, tra cui minaccia, molestia, diffamazione e, ove ne ricorrano i presupposti, atti persecutori”.












