Non era all’oscuro di quanto avveniva. Elena, compagna di Luca Spada, detto Spadino, l’autista dell’ambulanza della Croce Rossa arrestato a Forlì, appare ben consapevole delle attività illecite del compagno, nonostante non risulti indagata.Le intercettazioni telefoniche agli atti dell’inchiesta rivelano dialoghi espliciti. Il 31 ottobre, alle 8.35 del mattino, Elena chiede candidamente al compagno: "Stai facendo secco un altro vecchio?". Spadino replica: "No sono qui con R. che dobbiamo prendere una vecchia per Ravenna. Un’Alibabà per Ravenna dobbiamo prendere".
Il giorno successivo, a fine giornata, la donna domanda: "Tutto ok? Hai lavorato?". Lui risponde: "Sì, G. oggi ha fatto due morti". Elena commenta compiaciuta: "Hai fatto due morti? Bravo". Spadino puntualizza: "No, io no. G. ho detto". Lei insiste: "Ah, bene, gli hai lasciato il biglietto da visita?". E lui, seccato: "No, li ha fatti lui, non li ho mica fatti io".In un altro scambio Spada comunica di essere impegnato "con un cadavere a Meldola da portare a Forlì", mentre Elena gli chiede in un’occasione: "Hai montato una lapide?".
LUCA SPADA E I MORTI IN AMBULANZA: "UCCISI CON LA TECNICA DELLA BOLLA D'ARIA"
Arrestato con il sospetto di avere ucciso anziani durante il trasporto in ambulanza: in manette con l'accusa di omic...













