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12 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 13:45
C’è una svolta inquietante nell’inchiesta della Procura di Forlì sui decessi sospetti di cinque anziani durante o subito dopo trasporti in ambulanza. Il 27enne Luca Spada, autista e operatore della Croce Rossa arrestato sabato con l’accusa di omicidio volontario aggravato, è stato intercettato mentre diceva frasi che sembrano inequivocabili. “Questi poveri vecchietti soffrono troppo… non è giusto… devono andare dal Buon Dio…”, avrebbe detto in un’occasione. In un’altra avrebbe aggiunto: “Mi è piaciuto tanto quello che ho fatto… Lo voglio rifare”. A pesare quindi sulla sua posizione, oltre agli accertamenti medico-legali, sono le intercettazioni telefoniche e ambientali definite dagli investigatori “choc”.
L’arresto è scattato nella mattinata di ieri, quando i carabinieri della compagnia di Forlì, insieme ai militari del Nas di Bologna, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip. Il provvedimento riguarda, allo stato, un singolo episodio: la morte di una donna di 85 anni avvenuta il 25 novembre scorso durante un trasporto sanitario. Secondo l’ipotesi accusatoria, la vittima sarebbe stata uccisa da un’embolia provocata da un’iniezione. Proprio su questo caso si sono concentrati gli accertamenti più recenti, che avrebbero fornito elementi decisivi per l’adozione della misura cautelare. L’autopsia sul corpo dell’anziana e le analisi effettuate dai Ris di Parma su materiale sanitario sequestrato — tra cui aghi, siringhe e cateteri — avrebbero contribuito a delineare un quadro ritenuto sufficientemente grave dagli inquirenti. Le aggravanti contestate sono la premeditazione e l’uso di sostanze venefiche o di mezzi insidiosi.











