"Cautela" sul post Orban.

A invocarla è Mattia Zulianello, professore associato di Scienza Politica al Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell'Università di Trieste: l'inversione di rotta che alcuni si aspettano rispetto all' "autoritarismo competitivo" o "democrazia illiberale" in Ungheria potrebbe non arrivare subito, nonostante Peter Magyar abbia ottenuto la maggioranza dei due terzi.

E questo per diversi motivi, dice Zulianello all'ANSA: "Non sappiamo granché di questo nuovo primo ministro.

Di fatto, avrebbe potenzialmente in mano una macchina da usare anche a suo favore. Io sono sempre molto cauto quando vedo queste ondate di entusiasmo. Anche se il nuovo primo ministro volesse invertire la rotta, la cosa che spesso non si ricorda è che tutto l'apparato amministrativo di fatto è catturato da Fidesz, che può opporsi a qualsiasi tipo di riforma. Lo stesso partito di Magyar è nuovo; non sono per niente sicuro che abbia il grado di coesione necessario per poter implementare queste riforme. Ci vorrebbero anni, in ogni caso per invertire eventualmente questo procedimento".

Secondo il docente, "è improbabile" che la sconfitta di Viktor Orban determini un arretramento a cascata della destra radicale in Europa: "Gli elettori sono già poco interessati a quello che succede alla politica nazionale, figurarsi l'impatto complessivo. Non dico che il trend della crescita della destra in Europa sia irreversibile, però non sarà tanto influenzato da questo risultato. Però perdono un totem".