L’esperto dell’Istituto affari internazionali: “Il nuovo premier Magyar dovrà avere molto coraggio. Per archiviare sedici anni di distorsioni è necessario ribaltare ogni equilibrio nelle istituzioni”
Peter Magyar
«Èuna chiara sconfitta per Orban, che sarà storica con il superamento da parte dell’opposizione della soglia dei due terzi dei 199 seggi del parlamento ungherese. Ma attenzione con le aspettative: anche una sconfitta storica, con Tisza che raccoglie oltre i due terzi dei seggi, quindi sopra quota 133, non significherebbe che assisteremmo in tempi brevi ad un rientro dell’Ungheria nei confini della democrazia liberale. Ci vorranno anni e una politica molto radicale, direi spregiudicata da parte di Magyar, che dovrà agire con decisione per smantellare quelle istituzioni deliberatamente create da Orban modificando la Costituzione per assicurare la prosecuzione della sua democrazia illiberale. Istituzioni la cui durata è stata volutamente pensata per oltrepassare la legislatura e che funzionano come una morsa del partito di Orban, Fidesz, sullo stato ungherese. Magyar dovrà avere il coraggio di rivoltare come un calzino le istituzioni ungheresi, archiviando 16 anni di democrazia illiberale».










