Primo. Se per caso Orban perde dopo 16 anni, allora si potrà ben dire che il suo governo non abbia affatto «ucciso la democrazia» come invece sostenevano le sinistre di mezza Europa. Nonostante tutto, incluse modifiche del sistema di voto e non poche manovre mediatiche, la sua posizione può essere rovesciata democraticamente dagli elettori. Secondo (vale a destra). Un conto, e questo è stato sacrosanto, era difendere Orban dagli attacchi e dalle prepotenze degli euroburocrati, altro conto (com’è invece purtroppo accaduto in alcuni settori della destra culturale italiana) era farne un riferimento e un modello, operazione decisamente non convincente. Se infatti è stata positiva la sua azione nel contrasto all’immigrazione irregolare, la sua performance in economia è stata molto deludente (e potrebbe essere quella a condannarlo nelle urne), per non dire del suo posizionamento geopolitico esageratamente schiacciato a favore di Pechino e Mosca.