Un’Italia, di bianco vestita, profonda, ricca di storie, sapori e passioni che “hanno una ragion d’essere”. Perché dietro quei calici di uve a bacca bianca si concentrano frammenti di speranza, di pace, di recupero di territori, di bellezza, di natura. Messaggi in bottiglia, come direbbe Sting, da assaporare con intensità. In 12 sorsi che corrispondono ad altrettanti grandi vini, in un momento storico in cui i bianchi stanno vivendo una centralità nuova, spesso preferiti ai rossi perché più freschi, più dinamici, più immediati nella bevuta. Ne ha parlato a Vinitaly il Master of Wine Gabriele Gorelli in una masterclass dal titolo “The Reason WhiTe”. Un titolo pensato per evidenziare il ‘perché’ che si cela dietro le etichette. “Spesso i bianchi italiani vengono descritti come vini ‘facili’ o semplicemente ‘freschi’, ma è un errore – riflette l’esperto - Dietro ci sono ragioni e messaggi molto più profondi. Si parla spesso di suolo, clima, vinificazione. Ma la domanda vera è: qual è la ragione d’essere di questi vini? Qual è il loro compito?”. È proprio qui che si inserisce la visione di Gorelli, che in questa masterclass ha costruito un percorso molto più ramificato: 12 vini, 17 varietà, 12 regioni.