L’“anteprima”di Vinitaly si apre, come da tradizione negli ultimi quindici anni, con OperaWine, la selezione delle migliori cantine italiane firmata Wine Spectator. Un appuntamento che mette insieme grandi etichette, vecchie annate e un clima che, tra prudenza e fiducia, segna anche la voglia di tornare a brindare.
L’ANALISI
Vinitaly 2026, a Verona le metamorfosi del vino
Taglio del nastro, sabato 11 aprile nel pomeriggio, alla presenza di Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, Gianmarco Mazzi, ministro del Turismo, Matteo Zoppas, presidente di Italian Trade Agency, insieme ai vertici di Veronafiere — Federico Bricolo (presidente), Barbara Ferro (amministratrice delegata), Gianni Bruno (direttore generale vicario) — e alle autorità locali.
Nella selezione di Wine Spectator per OperaWine 2026, curata da Jeffery Lindenmuth, Alison Napjus e Bruce Sanderson, presenti a Verona, dominano i vini rossi con 114 etichette. A questi si affiancano 28 bianchi fermi, 7 spumanti e un vino dolce.














