Ma l’assedio rimane, il governo è visto come un nemico da giornali e tv schierati e basterebbe richiamare le differenze col tempo di Draghi e quello di Conte: altro che vittimismo dalla Meloni, a cui rimproverano praticamente tutto. E senza motivo.

Perché i fattori di crisi internazionale non aiutano certo i governi e nonostante questo oggi la voce dell’Italia è tra le più ascoltate. Ma i columnist non se ne accorgono e anzi gareggiano per chi infanga di più. Certo, alla Meloni non capiterà mai di essere applaudita dai giornalisti alla conferenza stampa di fine anno come accadde a Mario Draghi; e nemmeno di godere del silenzio di stampa di fronte alle misure illiberali assunte in solitaria da Giuseppe Conte al tempo del governo dei Dpcm.

Per lei basta un selfie per scatenare il linciaggio.