Sono giorni ormai che il Movimento 5 Stelle e il Partito democratico gridano alla libertà di stampa a rischio in Italia e puntano il dito contro il governo e la maggioranza di centrodestra. Il pretesto è l’attentato a casa di Sigfrido Ranucci, nonostante lo stesso conduttore di Report abbia escluso presunti «mandanti politici». A sinistra, però, sono convinti che questa la sia la strategia giusta per ottenere consenso. Così, ieri, la senatrice del M5S, Alessandra Maiorino, è tornata ad attaccare direttamente l’esecutivo, approfittando della presenza in Aula della premier Giorgia Meloni. Prima di entrare nel merito della questione, però, l’ha apostrofata con l’epiteto poco elegante di "cheerleader di Trump". Difficile resistere alla tentazione di seguire le orme della «cortigiana» di Maurizio Landini. Poi Maiorino è passata all’attacco: «Vi chiedo di ritirare le querele strumentali a danno di giornalisti e editori. Così si difende la libertà di stampa, non a parole. E se vuole difendere la libertà dei giornalisti, potrebbe rispondere alle domande degli stessi invece di scappare come ha fatto nell’ultima conferenza della sulla legge di bilancio». La risposta della presidente del Consiglio non si è fatta attendere. Troppo facile ricordare il trattamento storicamente riservato ai giornalisti dal Movimento 5 Stelle.
Meloni contro l'ipocrisia sulle minacce ai giornalisti. E attacca Schlein: “Fango che paga l'Italia”
Sono giorni ormai che il Movimento 5 Stelle e il Partito democratico gridano alla libertà di stampa a rischio in Italia e puntano il dito contr...











