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Ultimo aggiornamento: 7:46
di Francesco Valendino
In un Paese dove la libertà di stampa è un pilastro costituzionale, il governo Meloni sembra aver intrapreso una crociata per proteggerla… da se stessa. Negli ultimi tre anni, i partiti di maggioranza – Fratelli d’Italia in testa, con Lega e Forza Italia al seguito – hanno dispensato critiche a Sigfrido Ranucci e al suo Report come se fosse un buffet all you can eat.
Meloni ha espresso “piena solidarietà” e “ferma condanna” dopo l’attentato del 17 ottobre 2025, quando un ordigno è esploso sotto l’auto di Ranucci, ma questo arriva dopo anni di attacchi sistematici che hanno creato un clima teso. Prima, Fratelli d’Italia definiva Report una “trasmissione utile solo a diffamare”, con querele per inchieste su Ignazio La Russa (“La Russa Dynasty”, legami neofascisti) e sul padre di Giorgia Meloni. Il ministro Crosetto lo ha chiamato “plotone di esecuzione”, mentre Urso ha presentato quattro querele in due anni, Lollobrigida ha accusato la Rai di “aggredire i nostri prodotti” e Santanchè di “accanimento”.











