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Ultimo aggiornamento: 8:52
A Otto e mezzo, su La7, Lilli Gruber apre la puntata con un dato che pesa: l’Italia scende al 49° posto nella classifica di Reporter senza frontiere e, mentre le destre intensificano gli attacchi a Report e al suo conduttore Sigfrido Ranucci, il governo rinvia ancora una volta l’intervento sulle querele temerarie. Una situazione che, secondo la conduttrice, delinea un’offensiva sempre più evidente contro la libertà di stampa. A quel punto la domanda è inevitabile: che cosa teme Giorgia Meloni?
Il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, allarga immediatamente il quadro oltre Palazzo Chigi: “Ma fosse solo il governo Meloni e questa destra che attacca l’informazione almeno sapremmo bene qual è il nemico. Il problema è più profondo e riguarda i fondamentali non solo della libertà di informazione ma anche della libertà di espressione”.
A sostegno della sua tesi cita una serie di episodi recenti. Il primo riguarda il giornalista Gabriele Nunziati licenziato dall’agenzia di stampa Agenzia Nova perché, durante una conferenza stampa a Bruxelles, ha chiesto alla portavoce della presidente von der Leyen, Paula Pinho, le ragioni per la Russia debba finanziare la ricostruzione dell’Ucraina mentre a Israele non viene richiesto di contribuire alla ricostruzione di Gaza. “L’hanno licenziato perché la domanda era sbagliata – sottolinea Travaglio – Non esistono domande sbagliate, tantomeno quella, che era assolutamente pertinente”.







