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21 OTTOBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 19:02

Anche il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, è intervenuto alla manifestazione organizzata dal Movimento 5 stelle, in sostegno a Sigfrido Ranucci, vittima di un attentato.

“Non sappiamo chi siano gli autori, possiamo immaginarci il movente, basta vedere Report a quante persone ha pestato i piedi e a quanti ne pesterà – ha esordito Travaglio – Credo che il movente siano le domande indiscrete e le notizie proibite. Questo è bene precisarlo proprio perché l’isolamento dei giornalisti, di Ranucci e di Report, non viene dalla politica. Quando il politico mal sopporta il giornalista per il giornalista è una medaglia, i politici dovrebbero temere l’informazione. Il problema è quando l’isolamento arriva dai colleghi io ricordo quando Assange è rimasto per 13 anni recluso. Io ho letto tanti nostri reputati colleghi che lo trattavano come se fosse una spia, semplicemente perché faceva il nostro mestiere molto meglio di tanti di noi”. “Il problema non è Gasparri con la carota e il cognac, il problema è che quando un giornalista o un gruppo di giornalisti infastidiscono il potere. Il potere sa benissimo che se rifiuterà di parlare con loro ci saranno altri che prenderanno il loro posto – ha spiegato ancora – Il problema in Italia è l’autocensura, quelli che si censurano da soli perché sanno quanto è lungo il loro guinzaglio. Noi di isolamento in questi anni nei confronti di Report ne abbiamo visto tanto”.