ROMA Offrire piena solidarietà alla premier o mantenere, anche solo in parte, le distanze: è questo il dilemma che scuote le opposizioni non appena la notizia - riportata dal Corriere - dell'attacco frontale di Donald Trump (Meloni? «Sono scioccato da lei. Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo») comincia a rimbalzare sui telefoni di senatori e deputati.

Perché se è vero che le parole del tycoon sono per tutti inaccettabili, c'è pure chi legge nel suo sfogo una diretta conseguenza della postura adottata dalla leader di Fratelli d'Italia nei confronto della Casa Bianca. A dettare la linea, questa volta, è Elly Schlein. Con una difesa d'ufficio o, meglio, istituzionale del governo e dell'interesse nazionale. Come si addice a chi studia da "statista" per arrivare a Palazzo Chigi.

La segretaria sceglie di compiere il "beau geste" durante il suo intervento alla Camera. La «ferma condanna» per l'attacco del presidente Donald Trump alla presidente Meloni, per avere «doverosamente espresso solidarietà a Papa Leone», si unisce alla rivendicazione di essere, oltre che «avversari», «tutti cittadini e cittadine italiane». Quindi, conclude, «non accetteremo attacchi o minacce al governo e al nostro Paese». Una presa di posizione netta che spinge anche il M5S a correggere il tiro, dopo che Giuseppe Conte, a caldo, aveva detto ai cronisti in Transatlantico di non essere sorpreso dagli attacchi, visto che «l'ambiguità poi a un certo punto, come tutti i nodi, viene al pettine».