«Vive in un mondo parallelo, è in fuga dalla realtà e fa solo propaganda». Sarebbe facilmente riassumibile in poche frasi la reazione di tutte le opposizioni al discorso della premier a Rimini. Accuse di dipingere un’Italia che non c’è, di parlare di un benessere che non esiste, di dire senza fare. E tante proteste per l’attacco ai giudici politicizzati, dai politici ma anche dalla magistratura.
Forse le più pesanti sono queste: «Non c’è nessuna volontà da parte della magistratura associata di svolgere attività di opposizione politica, né di ostacolare l’esercizio delle prerogative e dei poteri che spettano al potere esecutivo», dice il presidente dell’Anm Cesare Parodi in una nota. E il consigliere laico del Csm Ernesto Carbone aggiunge: «Ancora una volta la premier Meloni attacca la magistratura in modo scomposto e giocando solo a delegittimare un potere dello Stato. Continua con la solita manfrina per cui i giudici devono rispettare la volontà popolare. Strano concetto di democrazia. Qualcuno le spieghi come funziona lo Stato».
La politica, invece, si sofferma sul discorso complessivo della premier. Dal Pd arrivano tanti attacchi: «È un copione vuoto — dice il capogruppo al Senato Francesco Boccia — le riforme non esistono, le imprese sono in crisi, le famiglie in difficoltà».







