Un piatto di mondo, di quelli che si trovano ormai ovunque e si ambientano così bene nelle varie situazioni da essere diventato familiare a tutti. Un piatto che però ha una storia e una nascita ben precisa: siamo all’Harry’s Bar di Venezia negli anni Cinquanta e il patron Giuseppe Cipriani, per accontentare la contessa Amalia Nani Mocenigo, alla quale il medico aveva prescritto carne cruda per via di un’anemia, decide di tagliare fettine di manzo sottilissime e decorarle con una salsa per dare sapore e colore come fossero la tela di un pittore. Guarda caso, Cipriani aveva proprio visto la mostra in città dei quadri di Vittore Carpaccio.

Oggi con il nome carpaccio si identifica tutto ciò che è tagliato sottilmente e servito crudo, ma in origine indicava una cosa sola, anzi un solo piatto: quello ideato da Cipriani. Abbiamo chiesto la ricetta originale e perfetta allo chef Roberto Gatto che guida il ristorante dell’Hotel Cipriani a Venezia, dove il carpaccio è ancora il piatto più ordinato e amato dai clienti che arrivano da tutto il mondo per assaggiarlo.

Lo chef Roberto Gatto (ph. Belmond)

Ingredienti per 4 persone

500 gr filetto di manzo