Milano, 8 apr. (askanews) – L’ombra della guerra in Iran si allunga anche sul Salone del Mobile di Milano che il prossimo 21 aprile aprirà i battenti nei padiglioni della fiera di Milano. Alla conferenza stampa di presentazione della 64esima edizione il tema è al centro della scena, anche quando non è menzionato. Gli organizzatori spandono un realistico ottimismo, con i biglietti che, a meno di 15 giorni dal via, sono in linea con i due anni precedenti, con dati in crescita da Cina, Brasile e soprattutto dagli Usa passati dal nono al quinto posto, gli accrediti dei giornalisti da tutto il mondo saliti a 3mila dai 2mila del 2024 e oltre 1.900 espositori attesi a Rho, il 36,6% dei quali dall’estero. Quattro realtà, tuttavia, hanno rinunciato a esserci per via del conflitto e questo condiziona l’umore. “L’azienda libanese, le due gallerie di Dubai e l’azienda indiana è vero sono solo quattro assenze su 1.900, ma sono quattro voci che mancano, e per me è una cosa che conta”, ha detto la presidente Maria Porro. “Questa dimensione, questo cuore pulsante italiano, questa proiezione internazionale negli espositori, nei visitatori e negli studenti che venga costantemente messa in crisi la possibilità di accedere a questa piattaforma per me è la cosa più difficile, ma è anche quello che ci spinge a dire che questo dialogo aperto ha un valore”.