In questa bolla di incertezza e angoscia, che fa tenere il fiato sospeso al mondo intero, il Salone del Mobile di Milano che prenderà il via il prossimo 21 aprile rafforza il proprio ruolo di bussola per le imprese, di luogo in cui «l’industria possa riconoscersi, confrontarsi e rafforzare la propria capacità di stare nel cambiamento», per usare le parole della sua presidente, Maria Porro. «Oggi questa responsabilità è ancora più evidente - aggiunge Porro -. Viviamo una fase in cui si stanno ridisegnando mercati, filiere, priorità industriali e geografie della domanda. In questo scenario, il Salone non può limitarsi a rappresentare il settore: deve aiutarlo a leggere con lucidità il presente e a costruire, con visione, il proprio posizionamento futuro».

Le novità del Salone 2026

Con questo obiettivo nascono i nuovi progetti che debutteranno quest’anno, per la 64esima edizione, come il Salone Contract - dedicato al settore dei grandi progetti, uno dei canali distributivi più efficaci e in crescita degli ultimi anni - e Salone Raritas, che si muove anch’esso nell’ambito del progetto, mettendo al centro le dizioni limitate, gli oggetti unici e da collezione.

Pochissime le cancellazioni tra gli espositori, e riguardanti solo aziende provenienti dall’area del Golfo coinvolta indirettamente nel conflitto. Per quanto riguarda i visitatori, non risultano a oggi defezioni significative, anzi: i dati della biglietteria sono in linea con quelli dello scorso anno a pari data, ha detto Porro, con ottimi numeri dalla Cina, dal Brasile e anche dagli Stati Uniti.