La 64esima edizione del Salone del Mobile, a dodici giorni dal suo avvio, si prepara a rispettare la sua forte vocazione internazionale in uno scenario di crisi. «Per la guerra abbiamo avuto una disdetta da parte di due gallerie di Dubai, da parte di un'azienda dell'India», ha spiegato la presidente del Salone Maria Porro a margine di una conferenza stampa di avvicinamento all’evento. Anche un’azienda libanese ha dovuto rinunciare a partecipare a causa del conflitto in Medio Oriente. «Il nostro ruolo principale è consentire alle aziende, nel momento in cui un mercato entra in crisi, di aprirsi a nuove opportunità», ha proseguito Porro, «In una situazione estremamente complessa la rilevanza del Salone del Mobile a livello internazionale viene confermata dal fatto che ci sia una tenuta ad oggi di tutti quelli che sono i diversi stakeholder coinvolti, quindi sia il pubblico che gli operatori internazionali, buyers che anche le stesse aziende partecipanti». Il 36,6% degli espositori infatti arriva dall’estero. In totale sono 1900 da 32 paesi diversi e occuperanno una superficie espositiva di 169mila metri quadri.
Intanto, i dati della biglietteria tengono e restano in linea con quelli del 2024 e del 2025. Gli accrediti stampa sono già oltre tremila. Un altro segnale confortante è la provenienza dei visitatori esteri. Si riconferma infatti un’alta adesione da parte del Brasile e della Cina. Ma, specie dopo un’importante campagna promozionale, nell’acquisto di biglietti gli Stati Uniti sono passati dal nono al quinto posto in valore assoluto.









