Padiglioni pieni, code lunghissime davanti agli stand: il «solito» Salone del Mobile. Pieno, strapieno, carico di energia. Come se fuori non fossero in corso guerre e tensioni geopolitiche con effetti devastanti per l’economia globale.
Eppure, qualche settimana dopo l’inizio della guerra in Iran, qualcuno aveva persino iniziato a fare pressioni affinché gli organizzatori posticipassero le date del Salone del Mobile, temendo che il caos nei trasporti aerei, oltre alle preoccupazioni per una possibile recessione economica globale, avrebbero portato a un drastico calo dei visitatori.
Poi i numeri delle prevendite dei biglietti, che hanno continuato a mantenersi sui livelli dello scorso anno nelle settimane successive, sono stati un primo segnale incoraggiante per le imprese che ogni anno investono per partecipare a questa manifestazione. La conferma è arrivata in questi giorni, con l’arrivo di centinaia di migliaia di persone negli spazi di Fiera Milano a Rho per vedere i prodotti di oltre 1.900 espositori da 32 Paesi, con uno zoccolo duro (circa due terzi) di brand italiani, in rappresentanza di un settore che genera un fatturato alla produzione di 27,7 miliardi di euro (dati FederlegnoArredo).






