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Il recupero del pilota disperso in Iran è stato portato a termine dai pararescue, unità specializzate nelle missioni Combat Search and Rescue chiamate a operare negli ambienti più ostili.
“Lo abbiamo preso!”. Con queste parole il presidente Donald Trump ha confermato il salvataggio dell'ufficiale dei sistemi di armamento dell'F-15E Strike Eagle che è stato abbattuto in Iran e risultava ancora disperso. Nelle scorse ore un team di operatori di ricerca e soccorso in combattimento dell'Aeronautica statunitense, anche noti come "pararescue", ha tentato la “sortita” che ci si attendeva per raggiungere il nascondiglio del secondo aviatore abbattuto nei cieli dell’Iran venerdì mattina. Gli operatori di questa unità d'élite, inquadrata nel Comando delle Operazioni Speciali, sono specializzati nelle operazioni di ricerca e soccorso e “combat medic” in zona di guerra, e operano prevalentemente da elicotteri o tramite lanci con il paracadute. Secondo le loro procedure, potrebbero aver soccorso, stabilizzato e assicurato l’incolumità del pilota per trarlo in salvo dal territorio iraniano dove era braccato dal Corpo dei Guardiani della Rivoluzione islamica e dai paramilitari del Basij.














