Il grande bluff iniziale della Cia, centinaia di uomini delle forze speciali mobilitati, un'aspra battaglia notturna e due aerei da trasporto C-130 fatti saltare per evitare che finissero in mani nemiche. Così gli americani hanno salvato il pilota disperso per 36 ore in Iran, in un'operazione ad alto rischio tra sabato e domenica, una delle «più audaci di ricerca e salvataggio nella storia degli Usa», l'ha definita il presidente Donald Trump.

Un successo che è «un miracolo di Pasqua», ha aggiunto il tycoon, che nel suo ultimo aggiornamento ha affermato che il militare salvato come «ferito gravemente», lanciando nuove e pesanti minacce - in un post su Truth dai toni volgari - «di distruzione» all'Iran se non riaprirà lo Stretto di Hormuz.

Iran, la tv di Stato: "Ecco i rottami degli aerei Usa impiegati per recuperare il soldato disperso"

Lo "stratagemma" della Cia ha gettato le basi per rintracciare il pilota disperso dopo l'abbattimento in Iran del suo caccia F-15E: una «campagna di depistaggio», basata sulla diffusione della notizia che fosse già stato trovato vivo dagli Usa e che fosse in corso un suo trasferimento via terra per farlo uscire dall'Iran.

«Mentre tra gli iraniani regnava l'incertezza, l'agenzia ha usato le sue capacità sofisticate a uniche per trovarlo», ha riferito Nbc News, citando un alto funzionario. Il pilota è rimasto nascosto «in un luogo di montagna remoto» e, una volta individuatane la posizione, la Cia ha «subito» informato il Dipartimento della Difesa e la Casa Bianca, che ha autorizzato il blitz per andarlo a prendere. Il colonnello in fuga dagli iraniani aveva con sè una pistola, un radiofaro di segnalazione e un dispositivo di comunicazione protetto.