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5 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 11:55

Il salvataggio del secondo pilota statunitense disperso in Iran è l’esito di un’imponente operazione durata 36 ore, una corsa contro il tempo che ha coinvolto centinaia di uomini delle forze speciali di Washington, decine di aerei da combattimento ed elicotteri, oltre a capacità operative nei settori cyber, spaziale e d’intelligence. Tra le file statunitensi non si sono registrate vittime: tutti i commando hanno fatto ritorno senza perdite, mentre gli aerei di soccorso sono atterrati in Kuwait per prestare le cure necessarie all’ufficiale, ferito ma salvo. “Il fatto di essere riusciti a portare a termine” l’operazione “senza che un solo americano rimanesse ucciso, o persino ferito, dimostra ancora una volta che abbiamo raggiunto una schiacciante dominanza e superiorità aerea nei cieli dell’Iran”, festeggia Donald Trump sul suo social Truth.

Secondo fonti citate dal giornale Usa Axios, entrambi i piloti a bordo del caccia abbattuto venerdì sono riusciti a stabilire un contatto tramite i propri sistemi di comunicazione subito dopo essersi catapultati fuori dal velivolo. Il primo componente dell’equipaggio è stato salvato dopo alcune ore, mentre è trascorso più di un giorno prima che fosse possibile localizzare il secondo nel sud-ovest del Paese. L’aviatore, equipaggiato con un radiofaro di segnalazione e un dispositivo di comunicazione protetto, è riuscito a coordinarsi con le forze impegnate nel salvataggio. Secondo il New York Times, potrebbe addirittura essere stato aiutato dalla popolazione locale: il caccia Usa, infatti, è stato abbattuto in una regione dell’Iran in cui vi è una significativa opposizione al regime.