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Il colonnello gravemente ferito ma libero grazie a un’operazione da film, costata 2 miliardi: "Come trovare un granello di sabbia nel deserto"
"Era come trovare un granello di sabbia nel deserto", ha raccontato il direttore della Cia, John Ratcliffe descrivendo l'esfiltrazione, dopo 36 ore, del colonnello specializzato negli armamenti, il secondo a bordo dell'F-15E americano abbattuto dagli iraniani. Un "salvataggio storico", che assomiglia a un film. Il bombardiere era stato centrato venerdì da un missile a spalla. Il pilota lo hanno recuperato 8 ore dopo, ma per l'altro ufficiale che sta dietro è scattata una caccia all'uomo dei Pasdaran e contro il tempo di una gigantesca operazione di recupero americana.
"Se l'F-15 è stato colpito da un missile a spalla - dice il generale in congedo dell'Aeronautica Leonardo tricarico - probabilmente volava molto basso, sotto i 4-5mila metri". Trump ha rivelato che il secondo pilota era ferito. "Uno dei seggiolini fotografati dagli iraniani era ridotto molto male - spiega Tricarico -. Si sarà ferito nell'eiezione o forse per l'impatto del missile, ma è riuscito a lanciarsi. La procedura prevede che una volta a terra si nasconda il paracadute e ci si allontani in attesa dei soccorsi".






