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Le missioni di ricerca e soccorso di militari dispersi sono tra le più delicate e pericolose che si possano organizzare in un contesto bellico

Entrano nel secondo giorno le operazioni di ricerca lanciate da Washington per recuperare il pilota del jet F-15E Strike Eagle abbattuto ieri nei cieli iraniani. La Casa Bianca e il Pentagono, che alla vigilia del venerdì nero per le forze Usa avevano affermato di aver ottenuto il controllo di fatto dello spazio aereo dell’Iran, attendono con il fiato sospeso aggiornamenti sulla delicata missione in territorio nemico. Che ha una lunga storia alle spalle.

Le prime operazioni di ricerca e soccorso risalgono ai tempi della prima Guerra Mondiale quando i piloti effettuavano atterraggi improvvisati in Francia per recuperare i compagni abbattuti. Le origini delle unità di soccorso aereo dell’esercito Usa risalirebbero però al 1943, quando due chirurghi militari si paracadutarono nell’allora Birmania per soccorrere i soldati feriti. Il primo salvataggio con elicottero al mondo ebbe luogo un anno dopo quando un tenente statunitense trasse in salvo quattro soldati da dietro le linee giapponesi. Le moderne operazioni di ricerca e soccorso (Csar, Combat Search and Rescue) hanno però avuto inizio durante la guerra del Vietnam e da allora sono note in gergo come Sandy.